venerdì 29 gennaio 2016

Ippopotami e sirene, i viaggi di Omero e di Erodoto

Eva Cantarella (2014)
UTET


Si continua a viaggiare, basta una buona lettura. Questa volta attraverso il confronto di due autori classici greci: Omero ed Erodoto. L'Odissea e le Storie trattano due tipi di viaggi, due racconti molto diversi tra loro ma con la stessa radice.
L'autrice Eva Cantarella, quale affermata studiosa del mondo antico, li mette a confronto passo dopo passo. Entrambi parlano del tema del viaggio, attraverso elementi reali e immaginari. Si trovano per professione davanti a un pubblico al quale raccontano le loro storie. Ma devono pur sempre intrattenerlo e incuriosirlo, ecco perché spesso inseriscono elementi fantastici e meravigliosi, devono destare l'attenzione!
In sostanza, Omero è un aedo che canta storie di dèi e di uomini, parla della "Grecia". Spesso mette a confronto la civiltà Ellade con il "diverso", il barbaro, per evidenziare gli aspetti opposti al greco.
"[...] Ciclopi superbi e senza legge, i quali, fidando negli dei immortali, non piantano, non arano mai: nasce tutto senza semina e senza aratura, il grano, l'orzo e le viti che fioriscono di grappoli sotto la pioggia di Zeus. Assemblee non conoscono, né consigli, né leggi, vivono in cave spelonche sulle cime più alte dei monti, comandano alle mogli e ai figli, non si curano degli altri." (Od. IX, 106-115) 
"[...] giungerò presso genti che non conoscono il mare, da uomini che non mangiano cibi conditi col sale, che non conoscono navi dalla prora dipinta di rosso né gli agili remi che sono le ali delle navi." (Od. XXIII, 269-272)
Mentre Erodoto è un "logografo" (logoi = racconti), un personaggio che raccontava la storia dei diversi regni e città servendosi delle esperienze vissute e dei miti uditi. Sviluppò un approccio diverso, confrontando i popoli stranieri ai cittadini della polis greca attraverso elementi comuni delle tradizioni:
"Quasi tutte le divinità sono venute in Grecia dall'Egitto. Che provengano dai barbari l'ho scoperto grazie alle informazioni che ho raccolto. In effetti [...] le altre figure divine esistono presso gli Egiziani da sempre." (Storie, II, 50)
"Per gli Egiziani, Eracle è un dio antico: stando a quanto essi affermano, sono trascorsi, fino al regno di Amasi, diciassettemila anni da quando dagli otto dèi nacquero i dodici dèi: e di questi dodici ritengono che uno sia Eracle." (Storie, II, 43, 44)
Dagli autori trapela il racconto di diverse civiltà che imparano a conoscersi, i greci che si espandono solcando i confini del mare, incontrando popoli nuovi e barbari. Le diversità e le somiglianze, infine, che cercano in qualche modo di unire mondi diversi.
PaN

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