domenica 13 dicembre 2015

Viaggio in Arabia Saudita

Impressioni dal taccuino di viaggio realizzato in Arabia Saudita dal 5 al 11 dicembre 2015. In particolare, incentrato sull'area dell'oasi di Al Hassa (al-Aḥsā in arabo).
Un viaggio interessante in un posto molto diverso da quello che si immagina, da quello che ci dipingono.
Emerge un tessuto locale fatto di gente cordiale e curiosa, di ricchezza e povertà che convivono allo stesso tempo, di conoscenza delle lingue (anche alcuni contadini parlano inglese!) e di storia antichissima da riscoprire. 
Leggendo i quotidiani locali, guardando le news e parlando con la gente si percepisce la volontà di cambiamento, crescita e sviluppo sociale. Non c'è un percorso giusto o una democrazia da seguire (né tanto meno la nostra può essere da esempio, a causa dei ripetuti errori nel passato e nel presente), ma ci deve essere una solitaria ricerca dalla tradizione culturale e dell'individuazione del rispetto per le libertà dell'individuo e del vivere globale... come anche noi occidentali dobbiamo imparare a fare!




PaN

lunedì 14 settembre 2015

Comunicazione fra torri

Non so come ringraziarvi, siete sempre in molti a seguire Il taccuino di PaN. Spero di fare del mio meglio, di pubblicare sempre nuove illustrazioni e scrivere qualcosa di sintetico che possa comunque essere accattivante. Ho deciso perciò di pubblicare nei prossimi giorni alcune nuove ricostruzioni ideali...
Cominciamo dalla prima: una scena di comunicazione fra torri.


Nel territorio, sia esso di montagna, di costa o collina, esisteva una rete di comunicazioni perpetuata da torri di segnalazione dislocate nei punti più strategici. Queste torri comunicavano visivamente, di notte grazie alla luce del fuoco, di giorno invece era il fumo a segnalare.
La prima scena illustrata, in particolare, si riferisce al periodo medievale dell'insediamento di Montecastrese, Camaiore. Sappiamo per certo che questo tipo di comunicazione visiva esisteva fin dal periodo preistorico. In seguito, troviamo avamposti di questo genere nel periodo della Grecia Classica ed Ellenistica, ai confini dell'Impero Romano (vedi figura in basso), e persino nelle torri costiere dell'Italia meridionale per avvistamenti contro gli attacchi di saraceni e incursori vari.


Una curiosa prova della presenza di questi avamposti viene dal sito di Micene e dalla sua tradizione letteraria. Sopra l'acropoli di Micene, sulla cima rocciosa del Profitis Ilias (Monte Profeta Elia), il Capitano B. Steffen, topografo di Schliemann, considerò la struttura presente proprio come una stazione di segnalazione, dove probabilmente vi era acquartierata una guarnigione. Ne trova  difatti conferma nella tragedia di Eschilo (Agamennone, vv. 1-7), quando accenna che sulla torre della reggia di Agamennone una sentinella scruta nel buio della notte, attendendo i segnali di fuoco. Clitennestra, grazie a questi segnali, apprende le notizie dal fronte dove la Guerra di Troia si è da poco conclusa (Eschilo, Agamennone, vv. 281-329).
Data la fitta rete di segnalazioni ottiche in tutta la Grecia, non è del tutto inverosimile che gli usurpatori del Palazzo di Micene siano venuti davvero a conoscenza, in una notte sola, della vittoria nello stretto dei Dardanelli (Faure, La vita quotidiana in Grecia ai tempi della Guerra di Troia, pp. 165-66). 

lunedì 31 agosto 2015

La Dea Atena (atana potinija micenea)

Una insolita versione della dea Atena, più spesso conosciuta attraverso la sua immagine classica, armata di tutto punto nella sua veste "primordiale" micenea.

Atana Potinija

Dalla decifrazione delle tavolette in Lineare B sappiamo che a-ta-na po-ti-ni-ja, iscrizione ritrovata negli archivi di Creta, era il nome di una divinità femminile del pantheon miceneo. Sembra quindi plausibile identificare la divina Atena con l'atana potinija micenea. Dove l'epiteto potinija starebbe a significare Atena "la signora" (dal greco πότνια).
Sembrano risalire all'età micenea alcuni suoi attributi quali il serpente e la trasformazione in uccello (la civetta, γλαῦξ, accostata all'epiteto glaucopide, "dall'aspetto o dagli occhi di civetta"). Il serpente invece potrebbe connetterla alla dea cretese dei serpenti, divinità domestica cui è affidata la protezione della casa, quindi protettrice delle arti del filare e del tessere.
Potrebbe essere ravvisata una sua rappresentazione in un affresco dall'area di culto di Micene (Cult Centre). Nel frammentario affresco dal XIII secolo (vedi accanto il particolare) si può notare probabilmente una figura femminile che indossa un elmo a zanne di cinghiale (oggetto prettamente maschile). Forse l'intenzione del pittore era proprio quella di mostrare il carattere guerriero di cui la divinità è permeata.
La dea è solitamente armata con la lancia (associata ad Atena Pallade "lanciatrice d'asta", da πάλλω "scagliare") e l'egida (una corta corazza con le frange oppure uno scudo magico). In alcune versioni al centro dello scudo Atena aveva fissato la testa della Gorgone (γοργόνειον), l'orribile capo della Medusa uccisa da Perseo su sua richiesta. Perciò, Atena è soprannominata la "dea che ha ucciso la Gorgone" (Γοργοϕόνος) o "colei che ha lo sguardo della Gorgone" (Γοργῶπις).

domenica 7 giugno 2015

Illustratore Archeologico

Stranamente l'Italia, nazione con il più vasto patrimonio culturale riconosciuto (50 siti UNESCO ad oggi), non sembra dedicare la giusta rilevanza a una delle figure professionali molto note nei paesi anglosassoni: l'Illustratore Archeologico.
Con questo sintetico articolo del mio blog cercherò di spiegare chi è questa figura professionale, di cosa si occupa e quali devono essere i suoi requisiti, mostrando anche delle immagini di riferimento.

L'Illustratore Archeologico è una figura professionale estremante tecnica che deve avere una serie di competenze per produrre una vasta gamma di rappresentazioni dedicate ai Beni Culturali.
Questa figura può provenire dall'ambito archeologico, architettonico o puramente grafico, purché sia in possesso di competenze in tutte e tre le discipline. Deve essere in grado di muoversi in modo interdisciplinare riconoscendo e soprattutto interpretando i vari dati.
Inoltre l'illustrazione archeologica comprende una serie di sotto discipline:
  • Topografia
  • Fotografia
  • Illustrazione dei reperti
  • Illustrazioni e ricostruzioni virtuali
Topografia o Rilievo servono a produrre una documentazione scientifica e accurata dello stato di fatto. Qui una serie di attrezzature particolari (stazioni totali, droni, scanner 3D, GPS e GIS) servono a ricreare piante, prospetti e sezioni ma anche prospettive e assonometrie del dato archeologico. Nello specifico non è importante che l'illustratore debba essere esperto o in possesso di tale attrezzatura, ma deve sapere come usare quei dati.
Fotografia anch'essa indispensabile per produrre una documentazione affidabile dello stato di fatto di siti archeologici, edifici, manufatti e paesaggi. Per registrare i dati ormai ha preso piede la fotografia digitale che si è affiancata alla fotografia aerea e satellitare, soprattutto per l'individuazione di nuovi siti. La fotografia è la base per ottenere delle buone rappresentazioni, perciò un illustratore dovrà essere in grado di usarne gli strumenti e avere l'occhio allenato all'osservazione e alla creazione di una buona composizione.
Illustrazione dei reperti per documentarli, renderli leggibili e pubblicarli attraverso un linguaggio univoco e semplificato. Due le principali tecniche di rappresentazione: matite e inchiostri, quindi a mano libera, e attraverso software per la creazione d'immagini vettoriali (AutoCAD, Illustrator, Photoshop, ecc.). Quelle ottenute a mano libera vengono spesso disegnate prima a matita e poi ripassate con la china su carta o su lucido (vedi figg. 1, 2, 3). Le sezioni possono essere indicate bianche con un tratto più consistente o completamente annerite. Il puntinato si usa per descrivere la volumetria e la colorazione dei reperti.
Illustrazioni e ricostruzioni virtuali al fine di comunicare e d'interpretare siti archeologici, edifici, manufatti e paesaggi. Si tratta di rappresentazioni visivamente accattivanti realizzate con varie tecniche, da quelle del disegno tradizionale a quelle digitali 2D e 3D, passando per la realtà virtuale e quella della produzione di animazioni.








3 consigli per chi è interessato alla carriera dell'Illustratore Archeologico:
  • Avere una buona conoscenza sia dei software per la produzione di immagini digitali (AutoCAD, Photoshop, 3D Studio Max, ecc.) che della rappresentazione a mano libera. 
  • Dotarsi di un buon portfolio (online e cartaceo) con il lavoro pertinente al settore dei Beni Culturali
  • Essere presente sulla rete attraverso siti, social e blog, senza mai dimenticare la rete di contatti reali che si possono creare partecipando a manifestazioni culturali, conferenze, mostre, musei. 
Per approfondire consultare gli altri articoli relativi:

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