venerdì 28 febbraio 2014

Tutorial Scorciatoie Tastiera Photoshop

Immagine di riferimento per le scorciatoie da tastiera per Adobe Photoshop CS5. Per lo più si tratta degli strumenti di base (quelli rappresentati sulla tastiera), in più sono scritte alcune scorciatoie con le combinazioni di tasti più particolari usate per il disegno digitale.


Un saluto e, se vi va, lasciate un commento per critiche, suggerimenti e quant'altro. Ci vediamo al prossimo tutorial ;)
PaN

mercoledì 19 febbraio 2014

Il carro da guerra in epoca micena e nell’epopea di Omero

È innegabile che il carro sia uno dei principali veicoli dell'epoca Micenea, un veicolo di prestigio per i dignitari di palazzo. Vista l'importanza troviamo questo mezzo di trasporto e combattimento attestato su numerosi affreschi, sigilli, anelli, e bassorilievi di epoca Micenea. Anche i documenti dell'epoca ne parlano. 
Le tavolette ritrovate a Pilo annotano 100 paia di ruote, indicando con tutta probabilità un gruppo privilegiato di un centinaio di persone che spostandosi lungo il regno sorvegliavano 2 vaste province e 7 grandi centri. John Chadwick, il quale decifrò la Lineare B insieme a Ventris, dall'analisi delle tavolette stimò per Cnosso la presenza di 200 carri attivi.
A possedere un carro "in gestione" dal centro palatino potevano essere i cosiddetti followers, attestati dai documenti notarili. Un gruppo di individui, probabilmente di nobile origine, affiliati al palazzo, e possibili "compagni" del sovrano. Questi followers sono associati con certezza a unità di controllo costiero tramite decifrazione delle tavolette di Pilo. Dalle tavolette preservate a Pilo, databili circa al 1220 a.C., si ricavano alcuni indizi dai quali possiamo dedurre che i Greci si davano alle scorrerie predatorie nel nord-est dell'Egeo (l'area che sta tra la Grecia e l'Anatolia). Potrebbe, perciò, trattarsi di isole dalle quali passa l'esercito di Agamennone, come Sciro, Lemno e Tenedo, o della terraferma nell'area a sud della Troade, dove si sono svolte la maggior parte delle campagne di Achille (Wood 1985). Attraverso altri testi (tavolette di Pilo An 657, 519, 654, 656, 661), Pilo comunicava di aver dislocato dieci unità costiere lungo la Messenia, forse in concomitanza di pericolo d'invasione o di razzia nelle coste (Cultraro 2006).

Ricostruzione del Ponte Arkadiko presso Casàrma

Il carro doveva essere comunque usato da persone di alto rango della società, nobili e importanti guerrieri. Ciò appare evidente dallo stile delle rappresentazioni, dove il carro è associato a divinità mitiche o a individui che sembrano appartenere ad alti ranghi (Jansen 2002). Anche in Omero si nota questa particolarità, dove questo mezzo di trasporto è utilizzato dai grandi sovrani Achei. I sovrani avevano un carro con due cavalli, da loro dipendevano la cura delle armi e degli animali, affilati gli uni e ben nutriti gli altri (Il. II, 382-384 e 388-390).
In Omero il carro viene descritto con una cabina chiusa sui tre lati, composto da un telaio piegato con il calore che, probabilmente, arrivava ad altezza della vita, e una coppia di ruote attorno ad esso (Il. V, 262, 322, 722-732; X, 475; XI, 535; XVI, 406; XX, 500-501; XXI, 38).
Nell'Iliade i carri, principalmente, conducono gli eroi al campo di battaglia, o li spostano da un fronte all'altro, e dopo smontano per il duello. Gli aurighi, nel frattempo, mantengono il veicolo pronto, se necessario, ad una rapida ritirata o un rapido inseguimento. Ma non solo! Ci sono alcuni riferimenti nell'Iliade che parlano di combattimenti sul carro. Nestore, abile nel guidare il carro, arringa i guidatori di carri prima della battaglia. Li istruisce in modo da poter caricare in formazione:
"Nessuno – fidando nella sua forza e nei suoi cavalli – osi affrontare i Troiani da solo, davanti agli altri, e neppure si tiri indietro; sareste più deboli; ma se uno di voi dal suo carro può raggiungere un carro nemico, tenda la sua lancia, sarà molto meglio; così i nostri padri distruggevano mura e città, con questo pensiero, con questo ardore nel petto.(Il. IV, 293-309)
Ci sono altri esempi di questo specifico uso in combattimento: 
...i fanti uccidevano i fanti in fuga, i guerrieri sui carri uccidevano i loro avversari a colpi di lancia. (Il. XI, 718)
Per approfondire le raffigurazioni

Nestore ricorda, inoltre, quando da giovane durante un'incursione per razziare bestiame, vicino Pilo, ebbe la meglio combattendo con il carro:
Mentre avanzava lo colpii con la lancia di bronzo ed egli piombò nella polvere; allora balzai sul carro e stetti in prima fila. Si dispersero da ogni parte gli Epei superbi quando videro cadere il loro capo dei guidatori di carro, che era il più forte in battaglia. Ed io mi lanciai simile a nera tempesta e presi cinquanta carri e intorno a ciascuno di essi due guerrieri, abbattuti dalla mia lancia, morsero la terra coi denti. (Il. XI, 742-748)
Nonostante le numerose rappresentazioni mostrano l'utilizzo dell'arco come arma usata sul carro, come avviene nel Vicino Oriente, nelle zone del Mar Egeo il giavellotto e la lancia erano le armi preferite da utilizzare dal carro. Ciò è attestato anche nell'Iliade, quando Pandaro, deluso per l'inefficacia del suo arco, si decide a combattere contro Diomede dal carro con la lancia:
"Tieni tu, Enea, le redini e i tuoi cavalli, [...] io sosterrò l'assalto di quest'uomo con la mia lancia acuta." (Il. V, 230-238)

Scontro tra Achei e Troiani sulla piana polverosa di Troia

PaN

lunedì 10 febbraio 2014

Tutorial Disegnare Pelle

Un altro dei miei tutorial sul disegno digitale. Questa volta andremo a vedere come realizzare la pelle con tecniche di disegno digitale. Nonostante abbia usato il software Photoshop CS5 e una tavoletta grafica Wacom colori, effetti di luce e modalità possono essere applicate un po' a tutti i medium.
Difatti, se pensate in ambito 3D il ragionamento è il medesimo. Per ricreare l'effetto della pelle si usa il Subsurface scattering (o SSS), in sostanza un meccanismo di trasporto della luce che penetra le superfici negli oggetti traslucidi, quali appunto la pelle umana.
Più avanti approfondiremo questo specifico tutorial aggiungendo altri dettagli, magari applicandoli all'anatomia umana. Per ora vi lascio, qui in basso, all'esercizio di disegno più i vari extra aggiuntivi. 


ENGLISH VERSION:


Spero continuiate a seguirmi. Prima di salutarvi ricordo che sono sempre disponibile ad ascoltare e rispondere alle vostre critiche e suggerimenti. Scrivetemi qui o sulla pagina di Facebook ;)
PaN

mercoledì 5 febbraio 2014

Tutorial Profondità e Prospettiva

Il disegno della prospettiva è un requisito essenziale per rappresentare qualunque cosa. Per fare in modo che il nostro edificio, paesaggio, design d'interno o stessa la figura umana siano realistici, dobbiamo tenere a mente alcune nozioni semplici. Le vedremo insieme attraverso questo semplice tutorial che cerca di condensare le nozioni essenziali della prospettiva:


ENGLISH VERSION:


Prima di lasciarvi vi do alcuni link utili sempre interni a questo blog. Prima potete dare un'occhiata, se non l'avete già fatto, a questo tutorial che spiega in parte gli effetti sulla prospettiva aerea. Poi qui trovate altri esempi per le figure umane: Aiace, Menesteo e Character Design.
Un saluto e ricordate che sono sempre disponibile ad ascoltare e rispondere a vostre critiche e suggerimenti. Scrivetemi qui o sulla pagina di Facebook ;)
PaN

lunedì 3 febbraio 2014

Eroi Omerici - Aiace figlio di Telamone

Aiace il Grande, il Maggiore, o semplicemente Aiace (mentre il suo omonimo sarà sempre distinto con qualche epiteto) è il figlio di Telamone (discendente di Zeus) e sovrano di Salamina. Cugino di Achille e fratellastro di Teucro. Fu educato dal centauro Chirone insieme ad Achille e Palamede.
Da Salamina Aiace guida dodici navi, e schiera gli uomini là dove si armano le falangi ateniesi (Il. II, 557-8).

Viene descritto da Omero come il più alto tra gli achei, dotato di una robustissima corporatura, secondo solo al cugino Achille quanto ad abilità nei combattimenti. Un autentico pilastro dell'esercito acheo. Esce indenne da tutte le battaglie dell’Iliade ed è l'unico tra i protagonisti del poema a non ricorrere mai all'aiuto di uno degli dei schierati al fianco delle parti in lotta. È l'incarnazione stessa delle virtù della costanza negli impegni e della perseveranza.
Dopo la cerimonia funebre di Patroclo, ha uno duro scontro con Odisseo. Entrambi gli eroi reclamano il diritto di tenere per sé le armi di Achille, come riconoscimento del loro valore. Alla fine è Odisseo a spuntarla e Aiace s'infuria. Impazzito a causa di un incantesimo lanciatogli da Atena, si lancia contro un gregge di pecore e le massacra, credendo di uccidere i generali achei. Rientrato in sé, si vede coperto di sangue e capisce che cosa abbia in realtà fatto. Perduto in questo modo l’onore, preferisce suicidarsi piuttosto che continuare a vivere nella vergogna. Si trafigge con la spada che Ettore gli aveva donato alla conclusione del loro duello. 
Dal terreno intriso del suo sangue spuntò un fiore porpora (come era accaduto anche alla morte di Giacinto), le cui piccole foglie portano le lettere Ai, iniziali del suo nome ed espressione di un gemito di dolore per la sua perdita (Ovidio, Metamorfosi, 13, 394 e Pausania, I, 35, 4).
Altre leggende raccontavano che la sua morte fosse avvenuta a causa di una freccia scagliata da Paride; o anche, come narra Sofocle nell'Aiace, che egli fosse stato sepolto dai Troiani nell'argilla, poiché era invulnerabile e sarebbe morto di fame costretto all'immobilità. La sua invulnerabilità era fatta risalire ad Eracle che, recatosi a visitare Telamone, pregò Zeus di dare ad Aiace, figlio dello stesso Telamone, la forza della pelle di leone che è il caratteristico attributo di Eracle. Aiace, ancora bambino, venne avvolto nella pelle, che lasciò scoperto solo un punto del suo corpo, per il resto inviolabile. Zeus manifestò il suo favore anche con l’invio di un’aquila, dalla quale (in greco aietos) deriverebbe il nome Aiace (queste versioni del mito sono ricordate in Pindaro, che le desume dalle Grandi Eoie e da Licofrone).
Le sue ceneri vennero deposte sul promontorio Reteo, all’ingresso dell’Ellesponto (Strabone, XIII, 1, 30). Una leggenda, udita da Pausania dagli Etoli stabiliti a Troia, vuole che nonostante le armi fossero finite in mano di Odisseo, durante il suo naufragio il mare le trasportò presso la sua tomba (Pausania, ibid.).
Nell’Iliade è citata una tale Tecmessa prigioniera durante un’incursione achea, fu assegnata, come schiava, ad Aiace. Diventata sua compagna gli diede un figlio, Eurisace. Purtroppo la sua stirpe non ebbe una discendenza illustre (Pausania, II, 29, 4).

Egli è descritto con indosso il bronzo, probabilmente era anche dotato di una corazza in bronzo. Porta un largo scudo che è descritto dettagliatamente nell'Iliade che è un po’ il suo principale attributo, costruito da fabbro Tichio di Ile con sette strati di pelle di bue e ricoperto esternamente con una piastra di bronzo. È sempre descritto come un muro o di torre o bastione quando porta lo scudo (Il. VII, 268). Lo scudo è molto pesante, perché alcuni combattenti veterani seguono Aiace, pronti a prendere il suo scudo ogni volta che il sudore e il lavoro fiaccano le sue membra. La tipologia è quella dello scudo-armatura (body-shield), più precisamente dello scudo "a torre" attestato dal XVI e caduto in disuso dal XV secolo. Indossa un elmo di bronzo probabilmente con i paraguance. Infine in battaglia brandisce spada e lancia, spostandosi sul carro.
Un peculiarità è il patronimico, infatti la parola telamone individua un termine antichissimo, un elemento dello scudo che lo fa reggere. Soprattutto quando l’arma è poco maneggevole e pesante, si usava portarla appesa sulla spalla sinistra mediante una robusta cinghia, appunto il telamone.

Era venerato in Attica, nella Troade, a Salamina, a Bisanzio, forse a Megara. Anche in Italia il culto di Aiace quale mitico avo di varie famiglie era diffuso. Su una tomba estrusca dedicata a Racvi Satlnei a Bologna (V sec.) è riportata l’espressione “aivastelmunsl = della stirpe di Aiace Telamonio”, insieme ad una raffigurazione del suicidio di Aiace, come insegna araldica della famiglia etrusca Satlna.
PaN