sabato 30 giugno 2012

ArchScape - Radio-Faro a Capo Nord

  Nuovo appuntamento con la rubrica ArchScape. Oggi si torna su un tema simile ai precedenti articoli.


  Si tratta di un progetto come al solito di tipo utopico, ambientato all'estremo Nord dell'Europa. Lì dove il giorno e la notte si confondono a causa dell'asse di rotazione della Terra. Più precisamente è la zona di Nordkapp in Norvegia, conosciuta come Capo Nord.
  L'idea per questo tipo di architettura nasce dai disegni del futurista Guido Fiorini; tra questi uno in particolare mi ha colpito: progetto di una villa sulle rocce con struttura in cemento armato (1926-27). Le sue tensostrutture ancorate a sottili cavi si ergono imperiose sfidando la natura, la vogliono dominare. Anche qui il radio-faro, come quinta solitaria, sovrasta uno dei grandi panorami naturali, con segno di sfida ma al contempo di grande ammirazione. 

  L'illustrazione semplice nasce da uno schizzo veloce realizzato su uno dei miei taccuini di architettura. Diversi sono gli spunti per definire il paesaggio tipicamente nordico. In particolare la luce e il sole sono rappresentati nel periodo del solstizio d'estate, quando si verifica il fenomeno del "sole di mezzanotte". Il disco solare non scende sotto l'orizzonte, di conseguenza la notte non giunge mai in questo periodo dell'anno.
Pan

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lunedì 25 giugno 2012

MusicArt - Il Glamour nel Rock

  Avrei voluto rappresentarli tutti, parlare di loro, eppure nel bene o nel male i Queen sono Freddie Mercury, quindi questa settimana la rubrica sarà dedicata solo a lui.


  Cuore e anima del gruppo britannico, provocatore e genio della musica rock, con le sue parole Freddie ha influenzato artisti musicali di vari stili, nazioni e generazioni. 
  Qualcosa di nuovo si affacciava nel panorama musicale degli anni '80 e l'Inghilterra era terreno fertile per  le sperimentazioni sonore. La sua voce muovendosi tra ruggiti e acuti cristallini di un tenore si esprimeva in composizioni tanto variegate da essere definite quasi "opere teatrali" più che canzoni. Amava variare, lo stile inconfondibile delle canzoni dei Queen ne è la prova. Spiegando con le sue parole:
"Odio fare le stesse cose più volte. Mi piace osservare il modo in cui si evolve il mondo della musica, del cinema, del teatro e integrare gli elementi caratteristici di ognuno di essi.
"Si può essere tutto ciò che si vuole, basta trasformarsi in tutto ciò che si pensa di poter essere."
  Questo spirito era bene espresso sia nella sua presenza sul palco, teatrale come fu nello storico Live Aid del 1985 allo stadio di Wembley davanti a 72.000 persone, che nel suo stile glam fatto di abiti bizzarri, eccentrici, trucco sugli occhi e unghie laccate. La morte prematura, dopo una lunga degenza per aver contratto l'AIDS, ha privato molti appassionati di un punto di riferimento, ma non ha arrestato la carica di successo delle sue canzoni. Molti sono gli album postumi e le raccolte portate avanti dal resto dei componenti del gruppo. I Queen a tutt'oggi continuano a suonare, dedicando gran parte dei concerti alla raccolta fondi in favore della ricerca sull'AIDS.

  Una semplice illustrazione, stile pop, ritrae l'atteggiamento glamour di Freddie Mercury. Qui indossa il famoso abito da re (o regina come preferiva dire in assonanza con il nome del gruppo) durante il concento di Wembley dell'86. Una cornice bordata di nero ci comunica un quadro triste, ma sempre vivo nel ricordo di chi lo stima. 
Pan

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sabato 23 giugno 2012

ArchScape - Grattacielo alto quasi un miglio

  Consueto appuntamento del Sabato con la rubrica ArchScape, questa volta ci occuperemo di grattacieli attraverso l'illustrazione dell'Aere Building, un grattacielo alto "quasi" un miglio.


  Dal titolo si può intuire il forte richiamo ad un opera del grande architetto Frank Lloyd Wright. Già novantenne l'architetto si cimentò nella proposta di un grattacielo alto un miglio (circa 1609 metri), conosciuto anche come The Mile High Illinois. Nonostante l'idea e la forma attraente dell'edificio, 528 piani snelli e affusolati, questo grattacielo resterà probabilmente uno dei più famosi progetti su carta mai realizzati. Quando venne pensato negli anni '50 si presentava come un progetto complesso, fortemente criticabile su alcuni aspetti progettuali. Oltre le notevoli difficoltà degli operai nel lavorare ed essere trasportati ad altezze considerevoli, c'era il problema dell'oscillazione dei piani superiori a causa della flessibilità dell'acciaio e della presenza necessaria di numerosi vani ascensore, rampe di scale antincendio, in misura minore di condutture per lo smaltimento delle acque e impianti fognari, a ridurre la metratura utile dell'edificio.
  Questo progetto, nato da una visione romantica dell'architettura in cui l'uomo cerca di superare i propri limiti, a tutti gli effetti utopico per l'epoca, sarebbe oggi tranquillamente realizzabile. Lo dimostra un altro grattacielo attualmente in fase di costruzione: il Burj Dubai. Nonostante le proporzioni dimezzate rispetto al One Mile High, la somiglianza tra i due edifici è notevole.

  In questo disegno, nato sulla base di uno schizzo del taccuino, sono stati espressi concetti architettonici antichi e moderni. Ci sono richiami all'architettura moderna dei grattacieli ma anche una forte componente gotica nei piani inferiori. La Torre Eiffel e le nuvole intorno alla cima aiutano ad intuire le sue proporzioni, rendendo esplicito l'appellativo di "grattacielo alto quasi un miglio".
Pan

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lunedì 18 giugno 2012

MusicArt - La paura fa musica

  MusicArt continua senza sosta, come ogni Lunedì una nuova illustrazione. Ecco quindi un gruppo italiano di nicchia, famosissimo all'estero. Qualcuno avrà già notato il loro simbolo sulla spalla dello zombi, un piccolo demone o per meglio dire un... Goblin!


  I Goblin sono un gruppo italiano creato da Claudio Simonetti e Massimo Morante. La loro formazione però subisce continui mutamenti, tanto da scindersi, oggi dopo un lungo silenzio durato 10 anni, in due distinti gruppi: New GoblinGoblin Rebirth.
  La loro musica è conosciuta perlopiù nell'ambito delle colonne sonore. Il genere, quello horror, ha contraddistinto i loro album. Hanno collaborato con registi del calibro di Dario Argento e George Romero. La consacrazione viene dal primo album "Profondo Rosso", colonna sonora dell'omonimo film di Argento. Poi musicano molti altri film come Suspiria, Zombi, Tenebre, Phenomena, solo per citarne alcuni.

L'illustrazione, dai colori cupi di un rosso sangue e un verde putrescente, ricalca il filone horror tanto apprezzato dal gruppo. Dal film Dawn of the Dead, conosciuto in Italia come Zombi e partorito dalla mente dei due geni del male George Romero e Dario Argento, viene il riferimento dello zombi. Sulla sua spalla troneggia il demone suonatore, il simbolo dei Goblin rivisitato.
Pan

sabato 16 giugno 2012

ArchScape - Faro a largo dei fiordi Norvegesi

  Altro appuntamento regolare del Sabato, continua la rubrica ArchScape inaugurata settimana scorsa. Si parla di una struttura a torre che prende il nome dall'isolotto di Pharos di fronte ad Alessandria d'Egitto. Lì sorgeva una delle sette meraviglie al mondo, riferimento per tutti i naviganti dell'antichità: il primo faro.


  Perché rappresentare un faro per ArchScape? I fari sono ormai strutture in completo disuso, hanno perso la loro funzione abitativa perché predisposti con moderni impianti automatizzati; tuttavia si può reinterpretare la struttura adibita a sede del classico guardiano del faro trattandola come un alloggio un po' particolare. 
  I fari sono luoghi dall'enorme potere evocativo, dove la solitudine si può trasformare in relax se in compagnia. Il mare offre paesaggi mozzafiato per meditare, leggere e trascorrere il tempo mitigati dall'aria salmastra e fresca. Si potrebbe quasi parlare di luoghi dell'anima e del corpo.
  Potrebbe perciò essere il luogo ideale per vivere una nuova esperienza, per trascorrere una tranquilla vacanza, affittando le sue stanze per un periodo ad esempio. 

  Il faro qui rappresentato, immaginato come a largo dei fiordi Norvegesi, riprende una forma classica, nell'aspetto di una solitaria torre d'avvistamento medievale. I suoi colori sono vivi e contrastano con il paesaggio circostante, richiamando inoltre la bandiera norvegese.
  Solitaria quinta architettonica, avvolta completamente nel panorama circostante, ci porta ad ammirare al contempo la bellezza e la forza spaventosa della natura.
Pan

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martedì 12 giugno 2012

Tutorial effetto neve e nevicata


  Se volete dare un effetto particolare alle vostre architetture, sperimentare un clima rigido con accumuli di neve e nevicata, seguitemi in questi pochi ma decisivi passaggi per trasformare un'immagine normale in una scena nella stagione invernale.
  Partendo da un render veloce realizzato con Revit Architecture da Cristiano Rossi per Mandarino Blu, ho provveduto ad aggiungere effetti di post-produzione, modificando l'immagine con Photoshop e ritocchi di tavoletta grafica.


  Neve:
o1. Correggere i colori dell’immagine con Tonalità/Saturazione (Ctrl+U), per rendere l'atmosfera più fredda, aumentando la Luminosità e diminuendo la Saturazione.
o2. Aggiungere la neve su un nuovo livello, con pennellate irregolari utilizzando un bianco sporco e una tinta di blu per le ombre. Ci si può aiutare applicando delle foto della neve opportunamente sagomate.
o3. Usare lo Strumento Scherma e Brucia per aumentare e diminuire i contrasti di luce e ombre sulla neve.
o4. Dipingere le finestre con un bianco su nuovo livello e usare il metodo di fusione “Sovrapponi”, per creare l'effetto brina e condensa (i classici vetri appannati).




  Nevicata:
o1. Creare un nuovo livello e riempirlo di nero.
o2. Recarsi nel menu Filtro > Disturbo > Aggiungi disturbo. Inserire il valore 150 come quantità, mettere il segno di spunta accanto alle voci Gaussiana e Monocromatico.
o3. Recarsi nel menu Filtro > Sfocatura > Sfoca maggiormente.
o4. Recarsi nel menu Immagine > Regolazioni > Livelli (Ctrl+L). Spostare la freccetta nera fino ad ottenere un set di valori pari a 162, 1.00 e 255.
o5. Impostare il livello precedentemente creato su “Colore scherma”.
o6. Duplicare il livello e Modifica > Trasforma > Ruota a 180°.
o7. Recarsi nel menu Filtro > Effetto pixel > Cristallizza. Impostare la dimensione cella su 10.
o8. Recarsi nel menu Filtro > Sfocatura > Effetto movimento. Impostare l’angolo su -65° e la distanza su 8 pixel.


  Tutti i valori citati sono solo suggeriti, meglio provare sempre nuove soluzioni, modificando a proprio piacimento i parametri e ripetendo i vari passaggi. Provare è fare esperienza, e questo ci serve a "piegare" gli strumenti utilizzati alle nostre esigenze!
  Altre mie immagini come riferimento per vedere gli effetti di neve: Twins on Winter e Omaggio a Caspar David Friedrich
Pan

lunedì 11 giugno 2012

MusicArt - Colore e musica dalla Giamaica

  Nuovo appuntamento MusicArt per esplorare le sonorità originarie della Giamaica, attraverso il suo personaggio più popolare: Bob Marley.


  Bob Marley non è solo il capostipite di un genere musicale, è considerato una guida spirituale per molti. Riuscì a fondere con originalità, insieme alla sua famosa band The Wailers, influssi di musica popolare giamaicana con skaR&B e soul americano, per creare il reggae.
  Anche Bob è frutto di una strana unione: padre bianco e madre di colore. I pregiudizi intorno agli anni cinquanta erano così radicati che il padre fu costretto ad abbandonare moglie e famiglia a causa dello scandalo. Il giovane, di conseguenza, fu vittima di pregiudizi, ma riuscì a trasferire i suoi sentimenti nei testi delle canzoni. Molte sue canzoni infatti denunciano l'emarginazione dei poveri da parte della casta al potere.
  L'importanza rivestita dal cantautore fu tale che alla sua morte fu insignito dell'Ordine al Merito Giamaicano e ogni 6 Febbraio viene indetta una festa in suo onore. 

  Ho voluto ritrarre il musicista in un gesto di estasi e di libertà, chitarra e microfono insieme perché cantautore e chitarrista. Le vibrazioni sonore sono marcate dalle lunghe dreadlocks, libere nel movimento, d'uso comune per i rasta. Verde oro e rosso sono invece i colori dominanti della semplificata tavolozza a rappresentare la bandiera panafricana etiope, ormai simbolo della corrente reggae. Attorno al volto si irradia una corona, omaggio alla venerazione che ne fanno i suoi fan.
Pan

sabato 9 giugno 2012

ArchScape - Osservatorio per Aurore Boreali in Finlandia

  Cominciamo a parlare di Architettura, perché non tutto è perduto.
  In questo periodo, soprattutto in conseguenza ad una profonda crisi economica, un'antica professione come quella dell'Architetto è stata minata nelle sue fondamenta. In realtà, questo processo è in corso da molto tempo, lento e inesorabile ha indebolito il nobile mestiere, facendogli perdere gran parte dell'antico fascino. L'Architettura, non è niente di più di tante altre professioni, ha i suoi pregi e difetti sospinti dalla dura passione del suo rappresentante; eppure, con un po' di amarezza, sostengo sia svanita dagli occhi di molti quella viva passione, altri hanno dimenticato quello spirito fantasioso che la contraddistingueva. L’ingegno capace di rinnovarsi è venuto a mancare.
  Lungi da me risolvere l'annoso problema o lenire attraverso le illustrazioni quel malessere, oltre ad ammettere che queste ultime siano considerate a tutti gli effetti Architettura! Potrebbe essere invece una nuova chiave di lettura, nata per stuzzicare, per aprire (sperando) qualche dibattito.
  Un'idea però me la sono fatta e la voglio esporre: a mio modesto parere, è importante ENFATIZZARE! Ritornare a parlarne, comunicando agli altri le nostre idee, osando, studiando il contesto e facendo emergere nell'Architettura il mood, dall'inglese "l'anima che caratterizza il luogo". Accentuare tutti gli aspetti, come quelli tipici del paesaggio, attraverso effetti scenici. La luce e di conseguenza le ombre, sono parte integrante dell’opera, plasmano e danno corpo alle quinte (come si usava ai tempi del Gotico). Inoltre caricano l’ambiente con una sensazione del sublime (tanto caro ai Romantici dell'Ottocento). Bisogna enfatizzare il valore simbolico dell'Architettura, perché oggi come allora era considerato una strumento per comunicare!
  Mi chiedo se tornare ad essere Architetti/Artisti, come quelli del passato per guardare meglio al futuro, sia la soluzione.


  Sarà dura, ma tra un ritaglio di tempo e l'altro volevo far nascere questa nuova rubrica. Se non ora, quando... mi sono chiesto! Con questo primo Sabato, di una lunga serie, parte la rubrica ArchScape.
  Non si tratta di Landscape Architecture, l'Architettura del Paesaggio che si occupa prettamente della progettazione di spazi aperti, quali parchi, giardini, aree verdi. ArchScape, è per me un connubio di Architettura e Landscape vista come il suo contesto... una fusione tra arte e architettura, tra pittorico e progettato. Spero veramente di essere all'altezza di questo arduo compito. Mi accontenterò di suscitare qualche sensazione.
  Per cominciare perché non partire da quelle Architetture Utopiche, che giocano un ruolo fondamentale con il paesaggio e la natura che le circonda. L'Osservatorio per Aurore Boreali in Finlandia nasce da questo spirito un po' giocoso, un po' fantasioso. Il disegno si sviluppa da un semplice schizzo realizzato sul mio taccuino, base di partenza di un concorso esistente. Poi è bastata un po' di tavoletta grafica a regalare il colore ed enfatizzarne la rappresentazione.
Pan

lunedì 4 giugno 2012

MusicArt - Il fiato del Jazz

  Icona del jazz, la sua voce (inconfondibile e improntata su una ritmica Scat) e il suo possente fiato (energico e autonomo nell'assolo improvvisato) daranno un'impronta smisurata al genere musicale, fin tanto da essere conosciuto in tutto il mondo. MusicArt torna in bianco e nero, al suono di un grammofono dalla piccola puntina che spesso salta, presentando: Louis Armstrong.


  Nato nel cuore della vecchia New Orleans da una famiglia del ceto più basso, i suoi nonni erano schiavi, riesce a fare dell'infanzia difficile (fu costretto al riformatorio) un'arma a favore. Trae forza e ispirazione da quegli eventi. Come per molti altri casi, citati nella rubrica MusicArt, una vita ai margini della società ha dato sfogo a grandi artisti musicali di tutti i generi. 
  È conosciuto con molti soprannomi quali Satchmo, Pops (con il quale lui affettuosamente chiamava amici e musicisti) e Dippermouth soprattutto in gioventù (a causa della sua bocca molto grande). Quel modo energico di suonare, va detto, gli causò danni alla bocca e in alcuni periodi non fu infatti in grado di usare il suo strumento: la tromba.
  Louis Armstrong non divenne solo un grande musicista innovatore del jazz, mostrò da subito un carattere luminoso, una personalità buona e generosa. Si dice abbia donato più di quanto abbia tenuto per sé. In prima linea contro i problemi razziali negli Stati Uniti, si schierò e appoggiò finanziariamente Martin Luther King! Inoltre, si prese cura tutta la vita del figlio di sua cugina, morta durante il parto, adottandolo assieme a sua moglie. Il bimbo a causa di un incidente in giovanissima età era rimasto disabile mentale.
  Solo un esempio di uomo e di musicista come lui poteva suonare la canzone più bella della storia What a Wonderful World.

  Rigorosamente in bianco e nero il tipo d'illustrazione esalta il re del jazz contestualizzandolo al suo apice. La forza del suo fiato esce dell'immagine, da quella cartolina vecchia e ruvida, ricordo di un'epoca andata, ingiallita e rovinata, ma non per questo meno potente, come un vecchio vinile lasciato in soffitta che aspetta di essere riascoltato.
Pan

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