lunedì 28 maggio 2012

MusicArt - Il principe del Grunge

  Il nuovo appuntamento con MusicArt presenta il capostipide di un nuovo genere musicale: il grunge.


  Kurt Cobain è il padre di una musica ibrida, connubio tra  heavy metal, punk e garage rock, nata perlopiù a Seattle e per la prima volta conosciuta come grunge. Ribelle, depressa, pessimista e violenta, questa musica segnerà interamente gli anni '80 e '90 contraddistinguendo la cosiddetta Generazione X. Questi adolescenti, dice una studiosa, "dormono insieme prima del matrimonio, non credono in Dio, disprezzano la Regina, e non rispettano i genitori". Anche la moda viene segnata; Kurt stesso indossa i tipici vestiti del grunge: jeans strappati e camicia da lavoro aperta con sotto una maglietta logora. Un aspetto trasandato che denuncia povertà negando tutte le manifestazioni di sfarzo.
  Il cantante/chitarrista dei Nirvana vive al massimo la sua vita, ne viene assorbito e consumato. I suoi malesseri fisici, la depressione abbinata all'uso costante di droga, lo porteranno al suicidio. Nella lettera di addio, citando la frase di una sua canzone, dice di sé "È meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente". Muore a 27 anni entrando nel "Club 27", un club immaginario creato dalla stampa dopo le tante morti eccellenti legate all'ambiente musicale. Jim Morrison, Janis Joplin, Jimi Hendrix, e in ultima Amy Winehouse sono alcuni fra i personaggi famosi deceduti alla giovane età di 27 anni.
  Nonostante ciò il gruppo di Kurt, i Nirvana, decolla restando ancora oggi icona mondiale di una musica dallo stile innovativo.

  L'illustrazione dal tratto spigoloso, grezzo come il genere grunge, l'accentuato chiaroscuro, gli occhi tristi e intensi, manifestazione di una fragilità giovanile e dipendenza da droghe, gettano luci e ombre su questo personaggio dal duplice volto. 
Pan

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lunedì 21 maggio 2012

MusicArt - La voce più ruvida


  Nuovo appuntamento con MusicArt per presentare la voce ruvida e mefistofelica di Tom Waits:


  Un personaggio strano, ermetico, sopra le righe. Recita una parte quando canta e anche fuori dalla scena, tanto da meritarsi dei ruoli particolari nel cinema. Interpreta infatti personaggi melliflui, inquietanti, burloni e ambigui. Di rilievo ci sono Renfield in Dracula di Bram Stoker e Mr. Nick, il diavolo di Parnassus. Vanta alcune amicizie consolidate dentro e fuori dal set con Francis Ford Coppola, Roberto Benigni e Keith Richards.
  La sua vita si dimostra inizialmente sregolata, vicina all'autodistruzione attraverso l'abuso di alcol e la vita di strada (dormendo in macchina pur avendo già collezionato negli anni '70 numerosi successi). La sua musica riflette le evidenti esperienze vissute, andando a pescare nei bassifondi per i testi e per le sperimentazioni nei generi folk, rock e blues. Dice di lui l'istrionico Vinicio Capossela, molto vicino nello stile musicale da considerarlo un maestro:
"Le sue canzoni non sono la colonna sonora della nostra vita, siamo noi la colonna umana delle sue canzoni."
   Il bianco e nero, la tecnica veloce, ruvida, esalta l'aspetto del suo personaggio per così dire surreale. Giacca e camicia sgualcite, il capello scompigliato (anche se è fissato nel portare spesso il cappello) ne ricordano la vita trasandata e dura.

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lunedì 14 maggio 2012

MusicArt - I nobili Quattro

  Il consueto appuntamento MusicArt cita il vertice della musica contemporanea: i Beatles!


  Non è facile presentarli, tra l'altro sarebbe inutile. Non occorre dire chi erano Paul McCartney, John Lennon, George Harrison e Ringo Starr, quindi mi limiterò a descrivere l'immagine.
  A coloro che hanno dato una svolta alla musica, al costume, alla moda, dovevo dedicare una scena stile Pop Art, giocando su un riferimento ancora più recente. Avete capito bene, si tratta dei Simpson! Chi altri poteva incarnare lo spirito intramontabile e segnare tante generazioni allo stesso tempo?
  I Beatles non sono ritratti all'apice della loro carriera ma poco prima della rottura del gruppo. Lo schema riprende quello dell'album Let It Be, con le foto realizzate durante le sessioni di registrazione. Il look è lo stesso immortalato durante il loro ultimo concerto improvvisato sulla terrazza della sede londinese della Apple. Lì suonarono i pezzi dell'album (ancora in fase di lavorazione) Let It Be, tra cui la storica versione del brano Get Back, dove sul finire della canzone John esclama: 
"Bene. Grazie a tutti da parte mia e del gruppo, e speriamo proprio di aver superato questo provino!". 
  Di lì a poco, i componenti del gruppo andarono ognuno per la loro strada e dopo un mese uscì finalmente l'album. In seguito continuarono a far parlare di sé restando a pieno titolo nella storia della musica, ma questa è un'altra storia.

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Pan

domenica 6 maggio 2012

MusicArt - Le parole del Poeta

  Terzo appuntamento con la rubrica MusicArt. È arrivato il momento di un autore italiano, forse il più grande... avete già capito di chi parlo, no? Oggi, quando diventa difficile identificarsi nel marasma di autori nati e scomparsi al ciclo di una fase lunare, un cantautore merita di essere ricordato, nonostante non sia destinato al tramonto!

"...pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra."
  De André (Faber per molti fan dal giorno della sua morte) non è moda, altrimenti anche lui scivolerebbe via come tanti altri, è poesia, di quella duratura, scolpita nella mente. Eppure lui non amava definirsi un poeta; a proposito delle sue canzoni piuttosto diceva "Mi sono permesso di scrivere sta roba qua". Cantautore italiano con la C maiuscola, di cui si possono apprezzare le raffinate canzoni, sensibili ai temi delle classi meno abbienti, degli emarginati, ribelli e prostitute.

  Attraverso l'uso di un carattere di scrittura (font) ho voluto dar risalto alla sua innata dote di grande paroliere della canzone italiana. Un attento osservatore scoprirà frasi, citazioni, titoli di canzoni, parole più usate da Fabrizio De André.