giovedì 24 novembre 2011

Viaggio e Conferenza a Vienna

  Per arrivare alla città che Otto Wagner ha reso ancor più nobile basta un furgone. Nove posti, tante ore di viaggio da Firenze e i cd scorrono intervallandosi fra i discorsi. Un gruppo variamente assortito ascolta distrattamente da Under Pressure dei Queen alla nuova Monarchy of Roses dei Red Hot.
  Finalmente l'arrivo. Freddo e nebbia cambiano la prospettiva, così come lo fanno le grandi strade frutto dei piani urbanistici ottocenteschi, i grandi spazi aperti e gli edifici rigorosi e riccamente decorati. Vienna è anche mercatini natalizi, perché il natale sembra arrivare un po' prima. Quindi quale atmosfera migliore per girare armati di fotocamera alla mano?
  La zona del neogotico Rathaus scandisce i giorni di conferenza (16th International Conference on Cultural Heritage and New Technologies di Vienna), non solo, ci sono le nuove amicizie, le conoscenze, i contatti, e tanto altro. Come dimenticare il vivo ambiente interculturale di quei giorni, il pub Einstein con i piatti tipici viennesi (la Wiener Schnitzel e la Bernese sausage), le serate informali ricche di birra e canzoni intonate all'unisono.
  Destino ha voluto che la mia presentazione fosse il 16 Novembre, giorno del mio compleanno; l'ultimo giorno, a chiudere la conferenza. Allo stesso modo un estratto dalla mia presentazione con alcune slide concluderà questi bei ricordi ancora vividi:


Multimedia Reconstruction Techniques to communicate the past:
a study about the Homeric Epic

  "The setting of the Homeric Epics always been a fascinating matter for intellectuals of every period. Even if this argument is one of the most well-known and analysed topics, the intent of our research is that of up dating the information available with the use of new graphic instruments. 
  The different type of competence, an architectural point of view, offers a new possible approach to the matter, which at present is almost exclusively archaeological. The graphic method and the architectural approach to the structures, can help to fill the gap in the available information. The aim of this new representation, together with the use of the computer, is to produce credible virtual or static reconstructions. 
  Even if in our time the traditional drawing has been left backward by the computer graphic, the research presented here is a full fusion and interaction between digital and manual artistry techniques. The traditional approach will give a legacy of tension, of warm signs, of expressive traces, while the digital approach will allow change of mind, unlimited attempts, rich variation and higher performance. 
  This process allows a better and enhanced approach to the learning of the past and at the same time, when combined to the tools for the investigation and for the analysis, create the conditions to go forward in the knowledge about an age or a period or even about a single fact or item. The final purpose is to find the best learning path using various tools, in the pure spirit of multimedia, which means the total interaction between multiple media in a single environment. [...]"





venerdì 11 novembre 2011

Concorso Padiglione Svizzero Expo Milano 2015


Questo progetto per concorso nasce dalla collaborazione tra Panaiotis Kruklidis (architetto), Francesco Alocco (architetto) e Federica Elisa Francolini (scenografo). Riguarda l'Esposizione Universale Expo di Milano, avrà luogo nel 2015 all'insegna del tema «Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita».
Nel portare avanti il progetto preliminare siamo stati ispirati dal messaggio secondo il quale le innovazioni sono determinate da utopie, visioni. Fantasie diventate realtà di molti grazie alla determinazione di pochi. Le sfide che ci attendono domani dovranno essere preparate già sul campo del presente, con il guizzo vitale del sorprendente. 
Chi crede davvero si possa risolvere il problema della fame, di crescere tutti in modo sostenibile? Noi e la Svizzera ci crediamo. Il padiglione lo racconta...


La visione di ieri, il futuro oggi
…sul cardo, sento ancora l'acqua scorrere e suonare. Mi sono spostato per guardare e ho creduto di vedere un giardino, in alto. Poi mi sono spostato ma avevo un lungo specchio bianco dinanzi a me, e poi di nuovo un giardino. Ho allungato le mani e ho colto del ribes e ho sentito l'odore dell'erba bagnata tutto intorno…
Il visitatore conserva, dopo la visita al padiglione elvetico, un'esperienza coinvolgente per tutti i suoi sensi. Si rafforza in lui la convinzione che l'idea di sostenibilità non solo sia possibile, ma anche affascinante; efficace ed efficiente in grado di produrre linguaggi estetici sorprendenti. 
Il padiglione è pensato come una realtà autosufficiente dal punta di vista energetico. Esempio d'integrazione tra bio-agricoltura ed architettura. Come la Svizzera, attraverso la fusione uomo-tecnologia-natura, stretta fra il bisogno di preservare la bellezza naturale del suo territorio e le pressioni economico-sociali della propria popolazione, fornisce un modello virtuoso, esportabile a qualsiasi latitudine. Un modello di conservazione delle risorse per le generazioni future che fornisce risposte economiche, sociali e locali.



sabato 5 novembre 2011

Odisseo all'Inferno


Fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza.
- Inferno, XXVI, 119-120

L'eroe Odisseo (Ulisse per i latini) va incontro alle “tentazioni” dell’uomo, le deve superare per scoprire se stesso e tornare in patria. Non cerca la patria come metà finale, il suo viaggio è l'eterna sete di conoscenza. Tiresia nell’Ade predice per lui che nessun ritorno sarebbe stato definitivo. Così affronta l’avidità per il denaro, dopo la partenza da Troia; il desiderio di conoscenza verso il mondo mistico, la magia rappresentata da Circe; la voglia di oblio della terra dei Lotofagi; fino alla tentazione suprema dell’immortalità dalla ninfa Calipso. Si riscopre “curioso di sapere”, nell’incontro con Polifemo e con le Sirene, dove mette a repentaglio la propria vita oltre alla via del ritorno.
Odisseo resterà una figura molto attuale sia per i tempi di Dante che per i nostri, divenendo un eroe ed esploratore unico nel quadro letterario antico per il suo raffinato pensiero, carisma, “multiforme” ingegno. Rappresenterà il prototipo di personaggio europeo che attraverso i viaggi ha compiuto esplorazioni ai confini del conosciuto, dei limiti umani. La sua voglia di conoscere è stata reinterpretata da Dante che lo colloca all’Inferno per aver osato forse troppo. Il poeta della Divina Commedia con straordinaria intuizione ne ha sottolineato il carattere nella celebre frase.


Accecamento di Polifemo, coccio da cratere, VII sec. a.C., Museo Archeologico di Argo.

Odisseo in balia delle sirene, urna etrusca in alabastro, II sec. a.C., Museo Archeologico di Firenze.