martedì 10 maggio 2011

Scene di vita comune dei Bretti

La seguente galleria d'illustrazioni è stata realizzata per il nuovo Museo dei Brettii e del Mare di Cetraro, con sede nel Palazzo del Trono.

Guerriero/Cacciatore Brettio, fine IV sec. a.C. dai ritrovamenti della tomba del Guerriero di Treselle e confronti con il tipico guerriero italico del IV sec. a.C.

Ricostruzione alzato di una tipica fattoria Brettia, sulla base dei ritrovamenti di Martino nel comune di Acquappesa, datata tra l'ultimo quarto del IV e il primo quarto del III sec. a.C.

Scena a carattere rurale, sullo sfondo le tipiche fattorie Brettie sparse sul territori del Monte Serra, facenti parte della koine Brettia.

Scena di sepoltura dalla necropoli di Treselle, prototipo di tomba "alla cappuccina" con deposizione del corredo del defunto.

Scena con pastore Brettio con fattorie sullo sfondo della costa cetrarese, in lontananza il porto e la località di Santa Barbara.

Confronta con un po' di storia della popolazione Brettia.

I Bretti

Per raccontare la vita delle popolazioni Brettie bisogna conoscere il loro territorio. La presente analisi prende in considerazione la provincia di Cosenza, ovvero il suo centro nevralgico. Cosentia, il cui nome è stato tramandato nei secoli, venne eletta "capitale" dalle tribù Brettie dopo essersi coalizzate in una lega. Tuttavia i principali ritrovamenti vengono dalla costa tirrenica cosentina, in particolare dalla zona di Cetraro, dove è stata studiata la sua necropoli. Innanzitutto, dobbiamo fare una premessa sul tipo di insediamento, al contrario di centri organizzati, qui siamo in presenza di agglomerati sparsi o piccolo villaggi. Queste unità abitative a carattere essenzialmente rurale, si sviluppavano lungo la costa e in prossimità di vasti terreni coltivabili. Infatti, questa popolazione indigena ben si saldava all’orografia circostante, cercando di sfruttare le risorse disponibili. Principalmente si collocano in situazioni di contrafforti collinari, a mezza costa con accesso prominente sul mare, probabilmente in prossimità di buoni approdi costieri. In modo particolare lungo il corso del fiume Aron. Proprio in virtù del tipo di territorio questa popolazione viveva principalmente di agricoltura e di pesca.
Costa Cetrarese III secolo a.C.
La principale fonte d'informazioni sullo stile di vita ci viene dalle sepolture. Nel caso di Cetraro, la località Treselle ci ha fornito il ritrovamento di una necropoli di grande interesse. Tra i materiali di corredo una discreta presenza di armi offensive e in un caso di un elemento difensivo (il cinturone bronzeo) attestano una vocazione guerresca, tramandata anche dalle fonti antiche. Il tipo di armi di corredo richiama quello tipico delle popolazioni italiche guerriere, quali Sanniti, Apuli e Lucani, evidenziando un'origine comune. Il ritrovamento di spiedi, quali oggetti d’imitazione d’uso quotidiano, ci dicono qualcosa in particolare sul rito della cottura della carne, evidentemente molto importante. Mentre nelle sepolture femminili sono stati trovati piccoli oggetti da toeletta, specchi e pesi di telai, rimandando principalmente al mondo tessile.
Necropoli di Treselle a Cetraro
Questo popolo trova il suo principale momento nella storia tra il IV e il III secolo a.C. Sarà proprio Strabone (VI, 253-255) nella sua Geografia a descrivercelo dalla sua comparsa al suo declino:
"Poco oltre i Lucani ci sono i Bretti, che abitano una penisola, la quale a sua volta comprende un'altra penisola il cui istmo va da Skylletion fino al golfo di Hipponion. Il loro nome è stato dato dai Lucani: questi i ribelli li chiamano appunto "bretti". Secondo la tradizione, i Bretti che prima erano dei pastori al servizio dei Lucani e poi si affrancarono, si rivoltarono contro di essi esattamente allorché Dione portò guerra a Dionisio e fece sollevare tutti questi popoli gli uni contro gli altri."
"I Lucani, i Bretti e gli stessi Sanniti, che furono i loro progenitori, sono talmente decaduti che risulta difficile persino distinguere i loro insediamenti. La ragione va ricercata nel fatto che di ciascuno di questi Popoli non esiste più alcuna organizzazione politica comune, sono scomparsi i dialetti, si è perduto l'uso degli abbigliamenti militari e civili e di altre cose del genere; per altro, i loro insediamenti, considerati uno per uno e nei particolari, sono del tutto insignificanti".
La storia ci tramanda i Bretti come un popolo di stirpe Indoeuropea a connotazione nomade, di linguaggio osco, di animo rude e bellicoso, con grande voglia di indipendenza e libertà, spinta per l'iniziale grandezza e tragico epilogo che li condusse lentamente alla rovina.

Vedi la galleria d'immagini con le scene di vita comune dei Bretti.